
L’avvento dei cluster e di Linux
La standardizzazione aveva finalmente reso economicamente abbordabili tutte le componenti tecnologiche, dalle memorie alle tecnologie di rete, dai dischi ai processori, permettendo quindi di costruire un sistema distribuito con potenza aggregata paragonabile a quella di un supercomputer quella di non legarsi in modo indissolubile ad un’architettura che non garantisse alcuna portabilità dei codici su di essa sviluppati; quella delle case produttrici era invece di dotare le proprie architetture di strumenti di sviluppo parallelo, quali compilatori, librerie e ambienti di parallelizzazione, che fosse il più vicino possibile a degli standard non ancora ben definiti; in quegli anni molto si parlava di standard per il Fortran parallelo (Fortran90, HPFortran), per il C e per C++ parallelo, senza tuttavia arrivare ad un punto fermo nella loro definizione. Il problema software caratterizzò gran parte del ciclo di vita di prodotti tecnologicamente sofisticati dal punto di vista hardware, ma sicuramente deficitari nell’offerta di ambiente di sviluppo e ma ad una frazione del suo costo.
Molte istituzioni in questo periodo portarono a termine il processo di downsizing, ovvero, il ridimensionamento verso il basso, del proprio installato, eliminando i vetusti mainframe laddove gli applicativi da essi dipendenti non fossero risultati indispensabili. Il costo di rinnovamento, con server di fascia medio-alta dotati di processori RISC al posto delle Unità Centrali dei mainframe e workstation dotate di grafica 2/3D al posto di tradizionali terminali, era spesso coperto con il risparmio sulla manutenzione annuale delle macchine dismesse. Su questo modello di sistema distribuito, dotato a volte di un’interconnessione particolare, ma molto spesso semplicemente di interfacce Ethernet, si cominciarono a delineare con più precisione i pregi ed i limiti della gestione di un sistema distribuito e vennero quindi gettate le basi di soluzioni di clustering.
Questa è quantomeno geniale…
Foto scattata da tefjr77 in una galleria d’arte di Chelsea…
Si lo so il titolo è un pochino aggressivo ma questa è esattamente l’impressione che ho avuto quando mi sono collegato al sito di Skype per vedere se erano stati rilasciati aggiornamenti o almeno se la versione che utilizzo (la versione 2.7) è uscita dalla beta…
Mi sono accorto che gli aggiornamenti sono usciti passando dalla 2.7 alla 2.8 ma, sono rimasto un pochino stupito però che la versione per windows sia arrivata ben alla 4.0…
Nulla togliere alla versione per mac che funziona benissimo ma secondo me si potrebbe lavorare un attimo sull’interfaccia del programma, oddio è estremamente “mac style” ma l’interfaccia delle finestre si potrebbe migliorare in quando secondo me un pò troppo scarna…
Ebbene non ci volevo credere … ma qualcuno, amante di linux e con del gran tempo da perdere ha deciso bene di adattare i famosi “Chuck Norris Facts” a Linus Torvalds!
Per chi non lo sapesse Linus Benedict Torvalds é l’indiscusso padre di Linux ed é colui che ha iniziato lo sviluppo del suo kernel.
Quanti di voi si saranno detti, quasi quasi windows mi ha stufato…
Quindi? Una soluzione potrebbe essere provare Linux?
Ebbene si.
Ovviamente appena farete un giretto su internet vi accorgerete che ci sono moltissime versioni (distribuzioni -> distro) di Linux, quindi la domanda viene quasi automatica, quale installo?
Per rispondere a questo dubbio amletico vi viene incontro un sito che elenca e raccoglie tutte le distro di linux attualmente in circolazione.
Il sito è Distrowatch.com, qui vengono nominate tutte, dalle più conosciute quali Suse, Debian, Ubuntu fino alle meno conosciute come Symphony OS e rPath, il sito presenta la possibilità di fare ricerche per nome (se lo conoscete) o per tipologia, ad esempio: Desktop o LiveCD.