Non siete riusciti ad accedere alle selezioni del grande fratello??? un alternativa potrebbe essere il lifecasting(che non ha nulla che che fare con la forma d’arte) .

Consiste nel riprendere secondo per secondo la propria vita quotidiana, magari col telefonino, e poi mandarla in streaming su internet. Il risultato? Una specie di Grande Fratello di se stessi. Su www.Qik.com, scarichi l’applicazione sul telefonino e sei connesso in diretta.

Il lifecasting finora è stato un fenomeno di nicchia, soprattutto qui in Italia, ma l’enorme diffusione di telefonini 3G ad alta velocità e la crescita dei social network faranno la differenza. Così, presto forse, collegandoci alla pagina Facebook di un amico potremo vedere cosa sta combinando in quel preciso istante, lasciando in mano all’utente il senso del pudore, il quale pare non venga molto considerato esaminando le statistiche di un esperimento, della dottoressa Megan Moreno dell’università del Wisconsin.

Leggi tutto : Lifecasting e tutela della privacy


 

Non avete tempo di bussare alla porta degli editori, o ci avete provato ma vi hanno deluso? Esiste una soluzione, diventare editori di se stessi. Sono molti i portali di self-publishing per impaginare e stampare le proprie opere mantenendo i diritti e dando anche la possibilità di scegliere il prezzo di vendita. Si va da lulu, boopen , il mio libro ,blurb a myphotobook. C’é chi sostiene che il futuro sia proprio questo: vendere pochissime copie di una miriade di prodotti, dischi o libri che siano.

Un potente mezzo publicitario è il passaparola e il web offre servizi dedicati come ad esempio weRead un social network specializzato in libri pubblicati in proprio. Ci si scambiano commenti, si danno i voti, si raccomanda la lettura delle opere più meritevoli. WeRead dispone di un grande numero di iscritti.


 

Ebbene si!
L’amatissimo ed odiatissimo (per gli odierni programmatori) browser della Microsoft darà il suo addio al mondo dell’informatica, data fissata per il 4 marzo 2010, da cui il browser non sarà più disponibile e verrà abbandonato al suo destino.

Funerale di Internet Explorer 6

Ciò è stato “forzato” da Google in quanto da esso non più considerato tra i browser moderni ed in seguito abbandonato da YouTube (in quanto non più supportato).

Leggi tutto : Addio Internet Explorer 6


 

Chissà se sia il diario segreto di Bitchchecker o forse di un suo allievo :-D

Questa simpatica storia gira in rete da qualche anno e ho voluto riproporla, buona lettura!

Caro diario, giorno 1

Oggi ho deciso di installare Linux. Non si può essere un vero hacker se non si usa Linux, e io voglio essere un vero hacker. Soprattutto per far colpo sulle ragazze. Ho chiesto a quelli che conoscevo ed ho scoperto che Giovanni usa Linux; stranamente ha gli occhiali spessi, è sovrappeso, non si lava molto, non si rade e non conosce nessuna ragazza. Mi aspettavo qualcuno di più figo, con gli occhiali scuri anche al chiuso e il trench di pelle. Probabilmente si traveste per non dare nell’occhio. Una doppia vita! Che cosa emozionante diventare un hacker. Mi ha consigliato la Debian dicendo che è la “distruzione di Linux” per veri duri. Io sono un duro. Uso il computer da quando ero piccolo; sempre Macintosh, ma quando uno sa usare un computer, li sa usare tutti! Pensa: l’hacker di “Indipendence Day” entrava nel sistema operativo di una nave aliena: figata! Chissà perché si chiama “distruzione di Linux”. Dovrò chiedere. Che nome da duro!

Caro diario, giorno 2

Leggi tutto : Sulle orme di Bitchchecker


 

Che cos’è e come si misura il «tempo di Internet»?

Il «beat», o «tempo universale della Rete», è un diverso modo di scandire il giorno, ideato nel 1998, dallo scienziato americano Nicholas Negropon te e dal presidente di Swatch, Nicholas Hayek. Per evitare i problemi legati al fuso orario, Negroponte, ha diviso la giornata in mille «beat», ognuno dei quali dura un minuto e 26,4 secondi. Così se diamo un appuntamento ad un americano «ai 700 beat», saremo certi di sentirci all’ora giusta. L’unico orologio che segna il tempo anche in questo modo è lo Swatch Beat, creato per le Olimpiadi di Sidney 2000, che faceva il conto alla rovescia (in beat, ovviamente) di quanto mancasse all’inizio dei Giochi.

Twitter : Twitter è la parole inglese più popolare dell’anno mentre Facebook non ha mai ottenuto questo record secondo il Global Language Monitor


 
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