<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>tecnobanana.com &#187; Normative</title>
	<atom:link href="http://www.tecnobanana.com/category/normative/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.tecnobanana.com</link>
	<description>.: La tecnologia con la buccia :.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Dec 2011 13:52:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Leggere le e-mail dei dipendenti</title>
		<link>http://www.tecnobanana.com/2009/06/leggere-le-e-mail-dei-dipendenti/</link>
		<comments>http://www.tecnobanana.com/2009/06/leggere-le-e-mail-dei-dipendenti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 10:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[datore di lavoro che leggono mail]]></category>
		<category><![CDATA[e-mail dei dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[garante privacy]]></category>
		<category><![CDATA[spiare email]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnobanana.com/?p=1333</guid>
		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="265" src="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2010/01/curiosita-300x265.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="curiosita" title="curiosita" /></p>Il trattamento della posta elettronica del dipendente è un altro dei &#8220;temi caldi&#8221; che spesso si affrontano nel vasto campo di fattispecie inerenti la sorveglianza cui vengono indebitamente sottoposti i cittadini. Quanto può essere lecito, per un datore di lavoro, controllare la posta elettronica del dipendente? E&#8217; bene chiarire che, secondo quanto ribadito nella Direttiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="265" src="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2010/01/curiosita-300x265.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="curiosita" title="curiosita" /></p><p>Il trattamento della posta elettronica del dipendente è un altro dei &#8220;temi caldi&#8221; che spesso si affrontano nel vasto campo di fattispecie inerenti la sorveglianza cui vengono indebitamente sottoposti i cittadini. Quanto può essere lecito, per un datore di lavoro, controllare la posta elettronica del dipendente?</p>
<p>E&#8217; bene chiarire che, secondo quanto ribadito nella Direttiva 2002/58/CE, la posta elettronica consiste in &#8220;messaggi contenenti testi, voci, suoni o immagini trasmessi attraverso una rete pubblica di comunicazione, che possono essere archiviati in rete o nell&#8217;apparecchiatura terminale ricevente fino a che il ricevente non ne ha preso conoscenza&#8221;. Più volte e in diverse sedi si è affermato, al punto da considerarla ormai cosa scontata, che la posta elettronica ha la stessa dignità, almeno per il diritto, della posta ordinaria, ed in quanto tale rientra nella tutela prevista dall&#8217;art. 15 della nostra Costituzione, per la quale &#8220;la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili&#8221;. Il problema che si pone, tuttavia, è determinato dal fatto che si utilizzano comunque dei beni aziendali (spazio sul server aziendale, banda di rete) che il datore di lavoro ha fornito per lo svolgimento delle proprie mansioni, e non per curare le proprie comunicazioni private.</p>
<p>Ci si trova, quindi, dinanzi ad un altro caso di bilanciamento, in cui si scontrano due interessi contrapposti ma comunque entrambi sussistenti e riconosciuti come tali dal diritto. In particolare, nel caso della casella di posta elettronica consegnata da un datore di lavoro ad un dipendente per scopi connessi all&#8217;attività lavorativa, oltre ai profili di utilizzo delle risorse aziendali si configurano anche dei profili di corretta organizzazione aziendale. Nel caso in cui la posta elettronica di un dipendente non fosse accessibile senza integrare una violazione della privacy, si potrebbe verificare addirittura un congelamento dell&#8217;attività dell&#8217;azienda, qualora il dipendente in questione si assentì per un periodo più o meno lungo.</p>
<p>La giurisprudenza ha quindi a più riprese affermato il principio per cui l&#8217;indirizzo di posta elettronica affidato in uso al lavoratore, di solito accompagnato da un qualche identificativo più o meno esplicito, ha carattere personale, nel senso cioè che lo stesso viene attribuito al singolo lavoratore per lo svolgimento delle proprie mansioni. Tuttavia, &#8220;personalità&#8221; dell&#8217;indirizzo non significa necessariamente &#8220;privatezza&#8221; del medesimo, dal momento che l&#8217;indirizzo aziendale, proprio perché tale, può sempre essere nella disponibilità di accesso e lettura da parte di persone diverse dall&#8217;utilizzatore&#8221; (Trib. Milano 13 maggio 2002), per cui è stato conseguentemente concluso che &#8220;la condotta del datore di lavoro che all&#8217;insaputa del lavoratore controlla la sua posta elettronica non integra gli estremi dei reato di violazione della corrispondenza di cui all&#8217;art. 616. comma 1, poiché il lavoratore non è titolare di un diritto all&#8217;utilizzo esclusivo della posta elettronica aziendale e quindi si espone al rischio che altri lavoratori o il datore di lavoro possano lecitamente entrare nella sua casella e leggere i messaggi&#8221; (Trib. Milano 10 maggio 2002).</p>
<p>L&#8217;Autorità Garante, tuttavia, in un comunicato stampa , si è riservata di adottare un provvedimento in materia, ribadendo che &#8221; il datore deve informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di utilizzo della posta elettronica, della navigazione in rete e sulla possibilità che vengano effettuati controlli&#8221;; pertanto è vietato ai datori di lavoro leggere e registrare su supporti cartacei e/o digitali le e-mail e le pagine web visualizzate dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe un controllo a distanza vietato dallo Statuto dei lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tecnobanana.com/2009/06/leggere-le-e-mail-dei-dipendenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tecnorifiuti</title>
		<link>http://www.tecnobanana.com/2009/05/tecnorifiuti/</link>
		<comments>http://www.tecnobanana.com/2009/05/tecnorifiuti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 11:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[RoHS]]></category>
		<category><![CDATA[tecnotrash]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnobanana.com/?p=1243</guid>
		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="265" src="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2010/01/curiosita-300x265.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="curiosita" title="curiosita" /></p>Il crescente consumo di di materiale elettrico ed elettronico sta creando un nuovo problema ambientale, quello dello smaltimento dei tecnorifiuti (tecnotrash). Incontra difficoltà l&#8217;applicazione della direttiva europea che responsabilizza i produttori per il riciclaggio dei dispositivi a fine vita. Questi oggetti possono contenere percentuali variabili di sostanze tossiche per l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente, vietate dalla direttiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="265" src="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2010/01/curiosita-300x265.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="curiosita" title="curiosita" /></p><p>Il crescente consumo di di materiale elettrico ed elettronico sta  creando un nuovo problema ambientale, quello dello smaltimento dei tecnorifiuti (tecnotrash).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Incontra difficoltà l&#8217;applicazione della direttiva europea che responsabilizza i produttori per il riciclaggio dei dispositivi a fine vita. Questi oggetti possono contenere percentuali variabili di sostanze tossiche per l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente, vietate dalla <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2003/l_037/l_03720030213it00190023.pdf">direttiva europea RoHS</a> (Restriction of Hazardous Substances). Studi recenti su varie marche di personal computer hanno rilevato la presenza di metalli pesanti ( piombo, cromo), di alcuni ritardanti di fiamma e di molto PVC (cloruro di polivinile), tutti fuori legge per la RoHS. Ovviamente nessun PC avvelena chi lo utilizza, ma un&#8217;alta concentrazione di questi inquinanti, se non correttamente smaltiti, contribuisce ad avvelenare il pianeta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si calcola che in Italia vengono prodotte circa 800000 tonnellate l&#8217;anno (14 kg pro capite) di rifiuti elettronici (PC, telefoni, tv, elettrodomestici ect.) e di queste solo un 10% viene correttamente gestito. <a href="http://www.greenpeace.org/italy/">Greenpeace</a> ha raccolto dati sulla gestione dei rifiuti di  apparecchiature elettriche ed elettroniche (o RAEE) in Italia, ed è emerso che oltre il 40 per cento dei centri di raccolta visitati da Greenpeace non rispetta assolutamente i requisiti di legge. Un altro 40 per cento circa ha avuto una valutazione mediocre. Solo il 20 per cento ha ottenuto un giudizio positivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Studi recenti su varie marche di personal computer hanno rilevato la presenza di metalli pesanti ( piombo, cromo), di alcuni ritardanti di fiamma e di molto PVC (cloruro di polivinile), tutti fuori legge per la RoHS. Ovviamente nessun PC avvelena chi lo utilizza, ma un&#8217;alta concentrazione di questi inquinanti, se non correttamente smaltiti, contribuisce ad avvelenare il pianeta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Link di approfondimento:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="https://www.cdcraee.it/cdcraee/pagestaticnew/index.htm">Il sito del Centro di coordinamento RAEE</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.elettronicaverde.it/">Mappa dei Centri Di Raccolta visitati da Greepeace</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Iniziativa italiana, per la raccolta di cellulari usati, il cui riciclaggio è destinato a procurare finanziamenti per  progetti di sviluppo in aree poco avanzate economicamente nel mondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.magisitalia.org/campagnacellulari.php">http://www.magisitalia.org/campagnacellulari.php</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">mappa dei centri di raccolta cellulari:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.magisitalia.org/campagnacellulari_luoghi.php">http://www.magisitalia.org/campagnacellulari_luoghi.php</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tecnobanana.com/2009/05/tecnorifiuti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ITIL&#8230;questo sconosciuto</title>
		<link>http://www.tecnobanana.com/2009/04/itilquesto-sconosciuto/</link>
		<comments>http://www.tecnobanana.com/2009/04/itilquesto-sconosciuto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 10:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ax3n</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Utility]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnobanana.com/?p=1203</guid>
		<description><![CDATA[“Meglio un processo agile ed efficiente ma con pochi strumenti di controllo od un processo lento ed ingessato ma con strumenti di controllo mirati ed efficienti?” Non esiste una risposta unica per questa domanda, dipende da cosa si vuole ottenere. Per poter aiutare nella definizione dei processi di erogazione dei servizi IT ecco che entra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span lang="IT">“Meglio un processo agile ed efficiente ma con pochi strumenti di controllo od un processo lento ed ingessato ma con strumenti di controllo mirati ed efficienti?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Non esiste una risposta unica per questa domanda, dipende da cosa si vuole ottenere.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Per poter aiutare nella definizione dei processi di erogazione dei servizi IT ecco che entra in gioco l’ITIL (Information Technology Infrastructure Library): collezione di linee guida avente lo scopo di aiutare nella definizione dei processi IT.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2009/04/itil_flow.png" rel="lightbox[1203]" title="ITIL...questo sconosciuto"><img class="size-medium wp-image-1205 aligncenter" src="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2009/04/itil_flow-300x259.png" alt="flusso linee guida ITIL" width="300" height="259" /></a></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> L’ITIL contiene molta “fuffa” ma offre anche ottimi spunti per poter capire come meglio organizzare il lavoro, aiuta a bilanciare velocità di raggiungimento del risultato con il controllo del modo in cui si raggiunge il risultato, cosa molto importante quando si iniziano a sovrapporre centinaia di impegni e si deve giustificare ai propri superiori quel che si sta facendo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Vi consiglio quindi un’overview di quel che l’ITIL può offrire, qualche suggerimento su come meglio organizzare il proprio lavoro va sempre bene&#8230;visto che il caziatone è sempre dietro la porta! </span></p>
<p class="MsoNormal">link: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ITIL">http://it.wikipedia.org/wiki/ITIL</a></p>
<p class="MsoNormal">link: <a href="http://www.itil-italia.com/itilv3.htm">http://www.itil-italia.com/itilv3.htm</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tecnobanana.com/2009/04/itilquesto-sconosciuto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vita dura per noi blogger</title>
		<link>http://www.tecnobanana.com/2007/10/vita-dura-per-noi-blogger/</link>
		<comments>http://www.tecnobanana.com/2007/10/vita-dura-per-noi-blogger/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 08:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnobanana.com/?p=211</guid>
		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="274" src="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2010/06/news_logo-300x274.gif" class="attachment-medium wp-post-image" alt="news_logo" title="news_logo" /></p>Il Governo vuole rendere la vita difficile anche ai piccoli Blog, è stato, infatti, approvato un disegno di legge che riscrive le regole del mondo editoriale, Internet compresa. Si tratta di 20 pagine e 35 articoli che destano già molta preoccupazione. Si profila infatti la possibilità di dover effettuare la registrazione e doversi sottoporre ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="274" src="http://www.tecnobanana.com/wp-content/uploads/2010/06/news_logo-300x274.gif" class="attachment-medium wp-post-image" alt="news_logo" title="news_logo" /></p><p>Il Governo vuole rendere la vita difficile anche ai piccoli Blog, è stato, infatti, approvato un disegno di legge che riscrive le regole del mondo editoriale, Internet compresa. Si tratta di 20 pagine e 35 articoli che destano già molta preoccupazione. Si profila infatti la possibilità di dover effettuare la registrazione e doversi sottoporre ad altre procedure burocratiche. Previste anche sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.</p>
<p>L’articolo 6 del provvedimento che ora dovrà passare all’esame del Parlamento, prevede infatti che “tutti i soggetti che esercitano attività editoriale” dovranno iscriversi al ROC, Registro Operatori Comunicazione. Per attività editoriale “si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”.</p>
<p>Per prodotto editoriale, invece, si intende “qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso”. Una definizione abbastanza ampia che include, per esempio, anche i blog sebbene Ricardo Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dica che non è questo lo spirito del progetto. “Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”.</p>
<p>Dopo l’eventuale varo parlamentare spetterà comunque all’autorità per le Comunicazioni stilare il regolamento di attuazione della normativa. Non si tratta solo di un problema di iscrizione al ROC. Entrare a fare parte del registro significa infatti aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito. Il nuovo disegno di legge trasforma infatti la diffamazione su Internet da semplice in aggravata.</p>
<p>Dopo queste uscite io mi chiedo&#8230; ma dove andremo mai a finire?????</p>
<p>D3vil</p>
<div class="blogger-post-footer">Feed by D3vilbill &#8211; IT &amp; much more &#8230;</p>
<p>http://d3vilbill.blogspot.com</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tecnobanana.com/2007/10/vita-dura-per-noi-blogger/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

