Lifecasting e tutela della privacy

Non siete riusciti ad accedere alle selezioni del grande fratello??? un alternativa potrebbe essere il lifecasting(che non ha nulla che che fare con la forma d’arte) .

Consiste nel riprendere secondo per secondo la propria vita quotidiana, magari col telefonino, e poi mandarla in streaming su internet. Il risultato? Una specie di Grande Fratello di se stessi. Su www.Qik.com, scarichi l’applicazione sul telefonino e sei connesso in diretta.

Il lifecasting finora è stato un fenomeno di nicchia, soprattutto qui in Italia, ma l’enorme diffusione di telefonini 3G ad alta velocità e la crescita dei social network faranno la differenza. Così, presto forse, collegandoci alla pagina Facebook di un amico potremo vedere cosa sta combinando in quel preciso istante, lasciando in mano all’utente il senso del pudore, il quale pare non venga molto considerato esaminando le statistiche di un esperimento, della dottoressa Megan Moreno dell’università del Wisconsin.

La dottoressa Moreno ha mandato una mail a centinaia di utenti di Myspace nella quale vi era scritto: << Sei sicuro che si tratti di una buona idea parlare così apertamente delle tue abitudini sessuali o dell’abuso di alcool, fumo e droga? Non sarebbe meglio proteggere meglio la tua privacy? >>

Da quanto è emerso da un sondaggio una buona parte delle persone che hanno ricevuto la mail ha modificato le proprie impostazioni, tutelando maggiormente i dati personali, o ha addirittura rimosso certe informazioni. Ma il dato più interessante è che molti ragazzi hanno risposto alla dottoressa Megan spiegando di non percepire che la rete è una “vetrina” al quale può accedere il mondo.

Per approfondire sul lifecasting :

http://en.wikipedia.org/wiki/Lifecasting_(video_stream)