Google riscalda la Terra

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Le ricerche su Internet, le chat e la navigazione in mondi virtuali assorbono notevoli quantità di energia. L’impatto ambientale dei computer è molto sottovalutato: la generazione dell’energia elettrica che serve per il funzionamento dei calcolatori comporta infatti emissioni di gas serra tutt’altro che trascurabili. «La visita di un sito web comporta l’emissione di circa 20 milligrammi di anidride carbonica al secondo» dice il fisico statunitense Alex Wissner-Gross, esperto di bilanci ecologici legati a Internet.

Secondo i calcoli di Google (il più noto fra i motori di ricerca), le emissioni di C02 per ogni interrogazione sarebbero quantificabili in non più di 0,2 grammi. Moltiplicando però questa quantità per i circa 2 miliardi di ricerche al giorno effettuate nelle nazioni sviluppate (stima del 2008) si arriva a 400 tonnellate. E ciò solo per quanto riguarda il consumo dei server. Tenendo conto di tutte le attività, la società di consulenza statunitense Gartner addebita circa il 2% di tutte le emissioni di C02 sul conto del “virtuale”.

Molto dispendiose dal punto di vista energetico sono anche le avventure nel mondo on-line di Second Life. In un momento qualsiasi, è attivo un numero di esseri virtuali (i cosiddetti avatar) compreso tra 10 e 100mila. Moltiplicando questa cifra per la potenza assorbita dai Pc (120 watt), dai server (200 watt), nonché dai sistemi di raffreddamento (ciascuno circa 50 watt), si ottiene un consumo pro capite di 1.752 chilowattora all’anno. Si può dire quindi che un avatar abbia un fabbisogno energetico non molto inferiore a quello di un messicano medio, pari nel 2002 a 2.280 chilowattora. L’uso del computer può tornare però a vantaggio dell’ambiente: uno studio sull’evoluzione del clima non sarebbe possibile senza l’aiuto di modelli computerizzati, che per essere gestiti necessitano di grande potenza di calcolo.

Ma, d’altra parte, queste elaborazioni sono a loro volta energeticamente dispendiose. E prima che venga sviluppato un grande calcolatore privo di impatti sul clima ci vorrà del tempo, anche se tra i più noti supercalcolatori qualc’uno si può definire “ecologico” come il Nautilus, il supercomputer con un’elevata efficienza energetica non è molto potente ma sfrutta comunque bene la sua potenza: è in grado di eseguire 536 megaflops per ogni watt di energia utilizzato e di compiere 536 milioni di operazioni di calcolo in un wattsecondo.

Nautilus

Ciò consente al Nautilus, che si trova a Varsavia, di essere il supercomputer con la migliore efficienza energetica al mondo. Dal luglio 2008 guida la classifica dei “Green500″ . Ciò che permette al Nautilus di risparmiare energia sono i suoi processori.

I PowerXCells di Ibm sono specializzati nei calcoli vettoriali, proprio ciò che serve per le simulazioni dei flussi che vengono effettuate sul Nautilus. Il supercomputer attualmente più veloce al mondo, il Roadrunner, non è così efficiente: arriva ad appena 444,94 megaflops per ogni watt di energia.