Curiosità tecnologiche pt.2
il 19 giugno, 2009 0 commenti

Come funziona il touchscreen?
IL touchscreen è quel dispositivo che consente di impartire comandi a un computer mediante una semplice pressione del dito sullo schermo. I meccanismi fisici sfruttatti per individuare il punto di contatto sullo schermo sono tre, dai quali nascono altrettanti modelli di touchscreen.
Nel modello “resistivo” lo schermo è in poliestere, rivestito interamente in due strati di materiale conduttore, separati da un materiale isolante. Quando il dito preme sullo schermo, il pannello isolante si deforma consentendo ai due strati conduttori di entrare in contatto. Poiché fra I due conduttori é applicata una differenza di potenziale, nel punto di contatto fluisce una corrente che consente all’elettronica di controllo di individuare le coordinate del punto dello schermo su cui è stata esercitata la pressione.
Nel modello “capacitativo” lo schermo è in vetro. Inoltre, è rivestisto da uno strato conduttore, protetto da un rivestimento antigraffio ed è sottoposto a una debolissima tensione elettrica. Premendo lo schermo, quest’ultimo forma con il dito una specie di condensatore che scaricandosi a terra attraverso il corpo di chi preme, crea una debole corrente locale che consente all’elettronica locale di individuare il punto di contatto.
Nel modello a onde acustiche, infine, sullo schermo in vetro è generata una distribuzione di onde acustiche. La pressione del dito assorbe parzialmente l’onda acustica, attenuandola. Dei trasduttori di pressione, posti a bordi dello schermo, avvertono questa attenuazione e consentono l’individuazione del puntosu cui è stata esercitata la pressione.
Perchè passando un dito su una superficie a cristalli liquidi si forma un alone nero?
Perchè la pressione del dito causa un nuovo ordinamento delle molecole che compongono la superficie, creando una turbolenza. Ciò fa si che la luce, incontrando quella turbolenza non riesca più a passare. L’effetto ottenuto è un alone nero.

Come funziona la fotocopiatrice?
Mettendo un foglio da riprodurre sulla fotocopiatrice, una serie di specchie di lenti ne proiettano l’immagine su un cilindro ruotante, rivestito di materiale sensibile alla luce. Di conseguenza cariche elettrostastiche si distribuiscono sul cilindro in corrispondenza dei punti scuri del foglio( cioè la parte scritta del). Successivamente, sul tubo viene distribuita una finissima polvere scura, chiamata “toner”, che aderisce soltanto dove si sono accumulate le cariche elettrostastiche, riproducendo così l’esatta immagine della pagina.Infine, un foglio di carta viene pressato sul tubo e riscaldato, in modo che il toner vi aderisca in maniera permanente.