Bananizzato da vieri
il 3 luglio, 2009

Le ricerche su Internet, le chat e la navigazione in mondi virtuali assorbono notevoli quantità di energia. L’impatto ambientale dei computer è molto sottovalutato: la generazione dell’energia elettrica che serve per il funzionamento dei calcolatori comporta infatti emissioni di gas serra tutt’altro che trascurabili. «La visita di un sito web comporta l’emissione di circa 20 milligrammi di anidride carbonica al secondo» dice il fisico statunitense Alex Wissner-Gross, esperto di bilanci ecologici legati a Internet.
Secondo i calcoli di Google (il più noto fra i motori di ricerca), le emissioni di C02 per ogni interrogazione sarebbero quantificabili in non più di 0,2 grammi. Moltiplicando però questa quantità per i circa 2 miliardi di ricerche al giorno effettuate nelle nazioni sviluppate (stima del 2008) si arriva a 400 tonnellate. E ciò solo per quanto riguarda il consumo dei server. Tenendo conto di tutte le attività, la società di consulenza statunitense Gartner addebita circa il 2% di tutte le emissioni di C02 sul conto del “virtuale”.
Molto dispendiose dal punto di vista energetico sono anche le avventure nel mondo on-line di Second Life. In un momento qualsiasi, è attivo un numero di esseri virtuali (i cosiddetti avatar) compreso tra 10 e 100mila. Moltiplicando questa cifra per la potenza assorbita dai Pc (120 watt), dai server (200 watt), nonché dai sistemi di raffreddamento (ciascuno circa 50 watt), si ottiene un consumo pro capite di 1.752 chilowattora all’anno. Si può dire quindi che un avatar abbia un fabbisogno energetico non molto inferiore a quello di un messicano medio, pari nel 2002 a 2.280 chilowattora. L’uso del computer può tornare però a vantaggio dell’ambiente: uno studio sull’evoluzione del clima non sarebbe possibile senza l’aiuto di modelli computerizzati, che per essere gestiti necessitano di grande potenza di calcolo. Ma, d’altra parte, queste elaborazioni sono a loro volta energeticamente dispendiose. E prima che venga sviluppato un grande calcolatore privo di impatti sul clima ci vorrà del tempo, anche se tra i più noti supercalcolatori qualc’uno si può definire “ecologico” come il Nautilus, il supercomputer con un’elevata efficienza energetica non è molto potente ma sfrutta comunque bene la sua potenza: è in grado di eseguire 536 megaflops per ogni watt di energia utilizzato e di compiere 536 milioni di operazioni di calcolo in un wattsecondo.

Ciò consente al Nautilus, che si trova a Varsavia, di essere il supercomputer con la migliore efficienza energetica al mondo. Dal luglio 2008 guida la classifica dei “Green500″ . Ciò che permette al Nautilus di risparmiare energia sono i suoi processori. I PowerXCells di Ibm sono specializzati nei calcoli vettoriali, proprio ciò che serve per le simulazioni dei flussi che vengono effettuate sul Nautilus. Il supercomputer attualmente più veloce al mondo, il Roadrunner, non è così efficiente: arriva ad appena 444,94 megaflops per ogni watt di energia.
Bananizzato da bill
il 29 giugno, 2009
Sembra che qualche utente abbia riscontrato dei problemi di surriscaldamento sul nuovo iPhone 3Gs al punto tale che il bianco del retro del melafonino presenta degli evidenti segni rosa.
Potete trovare a questo link un’intera discussione su questo problema … purtroppo il sito è in francese, munitevi di un buon traduttore se ne volete sapere di più.
Da Apple a riguardo non si sa ancora nulla, questo potrebbe essere anche uno sporadico caso ma se possedessi un iPhone 3Gs bianco lo terrei monitorato!


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Bananizzato da vieri
il 27 giugno, 2009
E’ una trascrizione, tradotta in italiano, di una discussione su un canale IRC.
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[bitchchecker]perchè mi avete bannato
[bitchchecker]non potete parlare normalmente?
[bitchchecker]rispondete!
[Elch] Non ti abbiamo bannato
[Elch] hai avuto un ping timeout: * bitchchecker (~java@euirc-a97f9137.dip.t-dialin.net) Quit (Ping timeout#)
[bitchchecker] che ping amico
[bitchchecker] il timing del mio pc è ok
[bitchchecker] ho anche il dst
[bitchchecker] mi avete bannato
[bitchchecker] ammettetelo bastardi
[HopperHunter|afk] LOL
[HopperHunter|afk] cazzo sei stupido
[bitchchecker] chiudi la bocca abbiamo il DST!
[bitchchecker] gia’ da 2 settimane
[Elch] sei un vero esperto di computer
[bitchchecker] zitto ti distruggo il computer
[Elch] ok, sono tranquillo, spero che non ci mostrerai che bravo h4ck3r che sei ^^
[bitchchecker] dimmi il tuo network number e sei finito
[Elch] Eh, è 129.0.0.1
[Elch] o forse 127.0.0.1
[Elch] si esatto è: 127.0.0.1 sto aspettando il tuo grande attacco
[bitchchecker] in 5 minuti il tuo hard drive sara’ cancellato
[Elch] ora ho paura
[bitchchecker] zitto o ti rovino
[bitchchecker] ho un programma dove metto il tuo indirizzo ip e sei morto
[bitchchecker] dimmi addio
[Elch] a chi?
[bitchchecker] a te amico
[bitchchecker] ciao ciao
[Elch] Sto tremando al pensiero del grande h4ck3r che sei
* bitchchecker (~java@euirc-61a2169c.dip.t-dialin.net) Quit (Ping timeout#)
Cosa successe è chiaro: il grande h4ck3r immise il suo stesso ip nel suo grande Hack-Tool e provoco’ un bel crash nel suo stesso PC. Quindi, l’attacco al mio pc fu un fallimento. Stavo gia’ cominciando a pensare che non dovevo proccuparmi di niente, ma un buon h4ck3r non rinuncia alla prima difficolta’. Due minuti dopo rientro’.
* bitchchecker (~java@euirc-b5cd558e.dip.t-dialin.net) has joined #stopHipHop
[bitchchecker] amico sei fortunato che il pc ha crashato, altrimenti saresti finito
[Metanot] lol
[Elch] bitchchecker: allora riprovaci… ho ancora lo stesso IP: 127.0.0.1
[bitchchecker] sei cosi’ stupido amico
[bitchchecker] di’ ciao ciao
[bitchchecker] ciao ciao elch
* bitchecker (~java@euirc-b5cd558e.dip.t-dialin.net) Quit (Ping timeout#)
(continua…)
Bananizzato da vieri
il 22 giugno, 2009

L’applicazione dell’informatica e delle comunicazioni al mondo dell’automobile, e del trasporto generale, ha portato ad una profonda rivoluzione nella quale siamo ancora nella fase iniziale.
Le prime applicazioni hanno riguardato il motore e la meccanica; accensione elettronica, antiskid, abs, eps, ecc. Poi si è passati alla gestione dell’autoveicolo e dell’habitat con le nuove plance dotate di check panel, navigatori satellitari, telefoni gsm che si integrano e dialogano con apparecchi attraverso tecnologie bluetooh, sistemi multimediali ecc.
Tutto questo fà parte della scienza chiamata Autonica, ma la vera rivoluzione avverrà quando gli automezzi potranno comunicare tra loro, con i semafori e le strade. L’integrazione tra veicoli, strade e computer può portare ad automobili che parcheggiano da sole, hanno sensori a raggi infrarossi che sono utilissimi in caso di nebbia, ad autostrade intelligenti che permettano al conducente di affidarsi al pilota automatico, con l’intento di limitare gli incidenti mortali o semafori “intelligenti” che dialoghi con l’auto, utile per tutelare la sicurezza stradale.
Bananizzato da vieri
il 19 giugno, 2009

Come funziona il touchscreen?
IL touchscreen è quel dispositivo che consente di impartire comandi a un computer mediante una semplice pressione del dito sullo schermo. I meccanismi fisici sfruttatti per individuare il punto di contatto sullo schermo sono tre, dai quali nascono altrettanti modelli di touchscreen.
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Bananizzato da d3vil
il

Samsung lancia il nuovissimo monitor Scopia VC240 da 24 pollici che pur essendo un monitor con prestazioni nella media – quindi 24″ con risoluzione FullHD (per poter vedere gli sfondi di tecnobanana esattamente come sono…
), un rapporto di contrasto di 1000:1 ed un angolo di visuale di 170 gradi – si distingue dalla massa dei comuni monitor per avere in dotazione di serie una webcam da BEN 5 megapixel, che consente di trasmettere in videoconferenza immagini in alta definizioine (video con risoluzione di 720p e 30 fps con un bitrate di 2 megabit con compressione h.264 su tecnologia V2oIP).
Il lancio ufficiale è previsto per l’autunno, ad un prezzo di 2000 $ (1500 € circa)…
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Bananizzato da vieri
il 15 giugno, 2009
Il trattamento della posta elettronica del dipendente è un altro dei “temi caldi” che spesso si affrontano nel vasto campo di fattispecie inerenti la sorveglianza cui vengono indebitamente sottoposti i cittadini. Quanto può essere lecito, per un datore di lavoro, controllare la posta elettronica del dipendente?
E’ bene chiarire che, secondo quanto ribadito nella Direttiva 2002/58/CE, la posta elettronica consiste in “messaggi contenenti testi, voci, suoni o immagini trasmessi attraverso una rete pubblica di comunicazione, che possono essere archiviati in rete o nell’apparecchiatura terminale ricevente fino a che il ricevente non ne ha preso conoscenza”. Più volte e in diverse sedi si è affermato, al punto da considerarla ormai cosa scontata, che la posta elettronica ha la stessa dignità, almeno per il diritto, della posta ordinaria, ed in quanto tale rientra nella tutela prevista dall’art. 15 della nostra Costituzione, per la quale “la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”. Il problema che si pone, tuttavia, è determinato dal fatto che si utilizzano comunque dei beni aziendali (spazio sul server aziendale, banda di rete) che il datore di lavoro ha fornito per lo svolgimento delle proprie mansioni, e non per curare le proprie comunicazioni private.
Ci si trova, quindi, dinanzi ad un altro caso di bilanciamento, in cui si scontrano due interessi contrapposti ma comunque entrambi sussistenti e riconosciuti come tali dal diritto. In particolare, nel caso della casella di posta elettronica consegnata da un datore di lavoro ad un dipendente per scopi connessi all’attività lavorativa, oltre ai profili di utilizzo delle risorse aziendali si configurano anche dei profili di corretta organizzazione aziendale. Nel caso in cui la posta elettronica di un dipendente non fosse accessibile senza integrare una violazione della privacy, si potrebbe verificare addirittura un congelamento dell’attività dell’azienda, qualora il dipendente in questione si assentì per un periodo più o meno lungo.
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Bananizzato da vieri
il 8 giugno, 2009

Come funzionano le pistole dei videogame?
In fondo alla canna è posizionata una fotocellula, che capta le immagini del video e le trasmette al processore del videogioco. Premendo il grilletto, il processore del videogioco elabora una serie di operazioni che gli permettono di individuare il punto in cui era puntata la pistola: dapprima oscura completamente lo schermo, poi lo illumina solo nel punto del bersaglio; quindi la fotocellula manda al computer solo la sequenza di segnali: “nessuna immagine”, “luce”. Tutto ciò avviene ad una velocità tale da impedire di vedere i salti di immagine. Altri invece usano una tecnica, differente e più complessa. Anche in questo caso non appena si preme il grilletto lo schermo viene prima oscurato e poi completamente illuminato di bianco. Il video però si illumina gradatamente da destra a sinistra e dall’alto in basso ( o viceversa). Il computer o la consolle riconosce la posizione dell’arma calcolando il tempo che passa tra i due momenti: quello in cui partono i fasci di luce lo schermo e quello in cui la pistola li intercetta.

Chi ha inventato, e con quale criterio la disposizione dei caratteri sulla tastiera?
Nel 1868, il statunitense Christopher Latham Sholes brevettò la moderna macchina per scrivere. La sua testiera, rimasta inalterata anche nei computer, era strutturata in modo da raggruppare ai lati le lettere che nelle parole inglesi di uso comune apparivano vicine. Quelle lettere, però, erano posizionate in modo da essere battute alternativamente con tutte le dita. La tastiera fu poi chiamata “QWERTY”, dalle lettere dei preimi sei tasti della fila superiore.

Come mai in tv si vedono i computer che “sfarfallano”?
Perchè non c’è perfetta sincronizzazione tra la frequenza di refresh del monitor per formare l’immagine e la frequenza di scansione elettronica da parte della telecamera.
Bananizzato da vieri
il 6 giugno, 2009

Come spesso accade l’uomo copia dalla natura per migliorare le sue invenzioni.
Le scaglie che ricoprono le ali delle farfalle producono effetti di colore anche senza contenere particolari pigmenti: sono in grado di scomporre la luce come un prisma.
Un effetto analogo potrebbe presto essere applicato per ricreare i colori sui monitor, nelle università di Bristol e di Toronto, si è realizzato un reticolo sintetico in grado di condurre elettricità. A seconda della tensione elettrica applicata, si rigonfia o si restringe e, in questo modo, varia la lunghezza d’onda della luce diffusa. A 1,4 volt il reticolo appare di colore verde, a 2 volt rosso e, a 2,6 volt, blu. Dal momento che la tensione è regolabile senza soluzione di continuità, è così possibile produrre tutti i colori dello spettro luminoso.
In uno schermo a cristalli verrebbe dunque a cadere la necessità di ciò che è essenziale tanto per gli schermi tradizionali a tubo catodico quanto per gli schermi piatti a cristalli liquidi o al plasma, cioè la miscelazione di tutti i colori a partire dai tre colori di base: rosso, blu e giallo.
Fonte: GEO